diritti e sociale 

Artemisia a Sanremo, la Regione: «Sensibilizzeremo il pubblico su violenza sulle donne e femminicidi»

Nuova presa di posizione delle associazioni femministe che già hanno criticato la “sala dello stupro” della mostra di Artemisia Gentileschi al Ducale chiedendo di chiuderla: «Anche l’esposizione al Festival della Canzone promuove la mostra che spettacolarizza lo stupro». Jessica Nicolini, coordinatrice delle Politiche Culturali di Regione Liguria: «Abbiamo voluto esporre un’opera che ci offre l’occasione di parlare di un tema particolarmente importante e sentito»

L’arte di Artemisia Gentileschi è arrivata a Sanremo . Questa mattina il quadro ‘Giuditta e la sua ancella con la testa di Oloferne’ è stato allestito nell’atrio dell’Ariston, pronto ad accogliere il pubblico e gli artisti che in questi giorni animeranno la 74esima edizione del Festival della canzone italiana. L’arrivo del quadro si inserisce nell’iniziativa ‘Ospite d’Onore a Sanremo’, il progetto pensato da Regione Liguria per promuovere il patrimonio artistico e culturale del territorio nell’eccezionale vetrina del Festival. Quest’anno le prime artiste a farsi immortalare con l’opera scelta per impreziosire il foyer sono state Fiorella Mannoia e la ligure Annalisa, inaugurando quella che si annuncia come una lunga serie di scatti di artisti e divi. Tra gli altri grandi nomi che oggi si sono fatti una foto davanti all’opera, anche Francesco Facchinetti, Clara, Sangiovanni e Francesco Renga.

“A poche ore dal suo allestimento, il quadro di Artemisia è già diventato il superospite del Festival di Sanremo – dichiara il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – La cultura diffusa, in grado di raggiungere il maggior numero possibile di persone, è uno degli obiettivi di questa amministrazione. Se poi a questo si aggiunge anche la trasmissione di un messaggio importante, come quello contro la violenza sulle donne, il risultato è straordinario. Ecco perché abbiamo scelto di portare Artemisia a Sanremo: le star che dentro l’Ariston stanno facendo le foto con questo capolavoro ci aiuteranno nella nostra missione di diffondere la cultura come portatrice di bellezza e di messaggi positivi”.

«Una tradizione recente - recita una nota della Regione -, ma che si dimostra apprezzatissima e già consolidata, quella di rendere un’opera di pregio la protagonista dell’atrio dell’Ariston: dopo il grande successo riscosso lo scorso anno dall’ ‘Autoritratto’ di Rubens, che aveva fatto a sua volta da sfondo a tantissimi video e selfie di artisti e celebrità, il quadro di quest’anno è ‘Giuditta e la sua ancella con le testa di Oloferne’, un olio su tela del XVII secolo realizzato copiando con precisione l’originale di Artemisia Gentileschi conservato a Firenze. L’opera ligure, in trasferta nella città dei fiori grazie alla collaborazione con Comune di Genova, Comune di Sanremo, Teatro Ariston e la storica dell’arte Anna Orlando, è di solito conservata nei depositi di Palazzo Rosso e non è mai stata esposta al pubblico».

Contrarie alla promozione della mostra di Artemisia Gentileschi all’Ariston, le studentesse di UniGe, Non una di meno, Mi Riconosci, Noemi Tarantini di Etantebellecose, Valentina Crifò di Immagini Narranti e About Gender.

«Nel pieno delle contestazioni contro la spettacolarizzazione dello stupro nella mostra genovese “Artemisia Gentileschi. Coraggio e passione”, la Regione Liguria di fatto la consacra, esponendo nel foyer dell’Ariston una copia antica del dipinto di Artemisia Gentileschi, Giuditta e la sua ancella con la testa di Oloferne – dicono i soggetti contrari -. L’iniziativa ufficialmente vorrebbe “lanciare un messaggio contro la violenza sulle donne”, ma in realtà promuove la mostra e continua a spettacolarizzare la vicenda biografica di Artemisia Gentileschi».

«Ci chiediamo dunque perché, nonostante le contestazioni contro la mostra vadano avanti da mesi e la recente pubblicazione di una lettera aperta che sta avendo ampissimo seguito, le istituzioni coinvolte non si assumano la responsabilità di cambiare approccio, ma addirittura continuino a sfruttare questa narrazione morbosa per promuovere la mostra», dichiara Eva Ferrara di Non una di meno Genova -. L’esposizione del dipinto a Sanremo segue infatti di pochi giorni la pubblicazione della lettera aperta che attiviste e associazioni come Non una di meno e Mi Riconosci hanno lanciato per chiedere la chiusura della cosiddetta “sala dello stupro” e la rimozione di alcuni oggetti dal bookshop della controversa mostra genovese. La lettera ha già raccolto oltre 1000 adesioni, tra singole persone e collettivi, e ha portato a prendere pubblicamente le distanze dall’allestimento la co-curatrice Anna Orlando (storica dell’arte e consulente per l’arte del Comune di Genova, che non ha un assessore alla cultura)».

Anna Orlando, ha disconosciuto, ieri, l’allestimento della mostra, malgrado ne sia co-curatrice. Oggi, però, è tornata sull’argomento con un post su Facebook, spiegando che continuerà a promuovere l’esposizione e difendendo l’esposizione del quadro a Sanremo.

«Nessuna delle istituzioni coinvolte nella mostra, Comune di Genova e Regione Liguria, ha ritenuto opportuno un cambio di passo, anzi la Rai e l’Ariston dopo due mesi di contestazioni hanno ben pensato di accorrere in soccorso della mostra e della società privata che la organizza, mettendo a disposizione uno spettacolare volano di promozione», aggiunge Ludovica Piazzi di Mi Riconosci.

«Un soggetto biblico, quello dell’uccisione di Oloferne da parte dell’eroina Giuditta, determinata a difendere la libertà del suo popolo, che l’artista ha affrontato più volte, esprimendo all’interno delle sue opere i sentimenti di ribellione contro la violenza maschile e il desiderio di autonomia delle donne di ogni epoca – dicono alla Regione -. La celebre pittrice è protagonista proprio in questi mesi anche della mostra al Palazzo Ducale di Genova “Artemisia Gentileschi. Coraggio e Passione”, che sta riscuotendo un grande successo di pubblico e che si potrà visitare fino al primo aprile 2024».

«Anche per l’edizione 2024 del Festival abbiamo portato all’Ariston un’opera di grande pregio, utilizzando il palco più famoso d’Italia per parlare d’arte e di cultura e promuovere il grande patrimonio artistico ligure – spiega Jessica Nicolini, coordinatrice delle Politiche Culturali di Regione Liguria, che ha ideato il progetto ‘Ospite d’onore’– Quest’anno, sull’onda del grande successo della mostra di Artemisia Gentileschi a Palazzo Ducale, abbiamo voluto esporre un’opera che ci offre l’occasione di parlare di un tema particolarmente importante e sentito come quello della violenza sulle donne e dei femminicidi, per sensibilizzare il pubblico anche grazie all’aiuto delle celebrità presenti a Sanremo».

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